La disciplina di carattere tecnico, sulle tipologie e sulle caratteristiche degli imballaggi da utilizzare ai fini della tutela della sicurezza, contro i rischi derivanti dall’utilizzo e dalla commercializzazione di sostanze di natura pericolosa si rinviene nel Regolamento N. 1272/2008, c.d. “Regolamento CLP”, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele.
In particolare le disposizioni in tema di imballaggio sono contenute nel Titolo IV, composto da un unico articolo (art. 35), ed hanno carattere molto generico, rinviando, per quanto riguarda gran parte dei necessari requisiti di conformità, alle norme in materia di trasporto di merci pericolose per via aerea (IATA DGR – manuale Dangerous Goods Regulations dell’ International Air Transport Association), marittima (IMDG CODE – International Maritime Dangerous Goods Code dell’ International Maritime Organization (IMO)), su strada (Accordo ADR – Accord europeen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route), per ferrovia (RID- Regulation concerning the International carriage of Dangerous goods by rail dell’ OTIF- Organisation Intergouvernementale pour Les Transports Internationaux Ferroviaires), o per via fluviale (Accordo ADN- Accord européen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par voie de Navigation intérieure).
L’art. 35 del reg. CLP detta invece, tramite rinvio alla Parte Terza dell’Allegato II, indicazioni più specifiche in merito ai requisiti e alle procedure di prova per le chiusure di sicurezza per bambini utilizzate per gli imballaggi di alcune sostanze o miscele.
La normativa in tema di imballaggio e di etichettatura delle sostanze e delle miscele pericolose è inoltre importante perché il suo rispetto costituisce, secondo il disposto dell’ art. 183 comma 1 lett. bb) del Cod. Amb, una delle condizioni di regolarità del deposito temporaneo di rifiuti.
Inoltre il successivo art. 193 sancisce che “durante la raccolta ed il trasporto i rifiuti pericolosi devono essere imballati ed etichettati in conformità alle norme vigenti in materia di imballaggio e etichettatura delle sostanze pericolose”.
A tal proposito va sottolineato che questo quadro di richiami normativi appare oggi di gran lunga semplificato a seguito delle nuove disposizione europee, soprattutto il regolamento n. 1357/2014, che ha di fatto determinato un allineamento dei criteri di classificazione della pericolosità dei rifiuti con quelli vigenti per le sostanze e la miscele pericolose ai sensi del reg. CLP.
Per quanto concerne invece i rifiuti di imballaggio e gli aspetti organizzativi della loro gestione il Codice dell’Ambiente pone una disciplina esauriente (artt. 218-226) e fornisce le definizioni di imballaggio, distinguendo imballaggio primario, secondario e terziario, in piena conformità con la direttiva 94/62/CE.
I principi fondamentali sono quelli della prevenzione alla fonte della produzione di rifiuti di imballaggio (ad esempio tramite la vendita di prodotti sfusi o restituzione di specifiche tipologie di imballaggi) e del riciclaggio e del recupero di materia prima, con la previsione di alcuni target in percentuale in peso rispetto alla quantità complessiva dei rifiuti di imballaggio.
Per il raggiungimento di tali scopi è stato istituito un regime di gestione che si fonda sul principio della responsabilità condivisa di tutti gli operatori economici del settore, sia utilizzatori sia produttori di imballaggi.
I produttori devono o organizzare autonomamente, anche in forma collettiva, la gestione dei propri rifiuti di imballaggio sull’intero territorio nazionale oppure aderire ai consorzi costituiti per ciascun materiale di imballaggio.
Il sistema è posto sotto l’attività di coordinamento e controllo del Consorzio nazionale imballaggi (CONAI), che ha diversi compiti tra i quali è ricompresa la definizione con le pubbliche amministrazioni delle condizioni generali di ritiro da parte dei produttori dei rifiuti in discorso provenienti dalla raccolta differenziata urbana (in vigore attualmente accordo quadro ANCI-CONAI 2014-2019).
L’inadempimento di tali obblighi o la trasgressione del divieto di immettere nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani imballaggi terziari di qualsiasi natura o di immettere nel mercato imballaggi privi dei necessari requisiti di sicurezza è sanzionato ai sensi dell’art. 261 D.lgs. 152/2006, che prevede diverse figure di illeciti amministrativi puniti con pene pecuniarie di varia entità.