Il D.lgs. n 42 del 2004 meglio conosciuto come Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, dopo una lunga gestazione, ha rappresentato il punto di arrivo di un percorso di unificazione, armonizzazione e soprattutto coordinamento della moltitudine di apparati normativi che disciplinavano la materia.

La norma appena citata recepisce e si allinea al vecchio t.u. cui al D.lgs. n. 490 del 1999.

Nel Codice dei beni culturali e del Paesaggio vengono puntualmente definite alcune delle nozioni più importanti in materia tra cui:

  • paesaggio all’art. 131;
  • beni paesaggistici all’art. 134;
  • immobili ed aree di notevole interesse pubblico all’art. 136;
  • aree tutelate per legge all’art. 142;
  • piano paesaggistico all’art. 143.

Il sistema sanzionatorio è disciplinato dagli artt. 167 e ss. e con le novità introdotte dal Decreto Correttivo n. 157/2006 l’apparato punitivo è stato completamente modificato attraverso il superamento della precedente impostazione dell’alternatività tra la rimessione in pristino e l’obbligazione pecuniaria.

Attualmente, la previsione della rimessione in pristino ovvero dell’applicazione dell’obbligazione pecuniaria sono tassativamente indicate dal legislatore e non lasciate alla libera discrezionalità della P.A.

In caso di violazione degli obblighi previsti dal Codice in commento il trasgressore è punito con la rimessione in pristino nei termini previsti ed a sue spese salvo alcune eccezioni per gli abusi minori.

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